La supremazia di casa Zuckerberg è ancora indiscussa, ma finalmente qualcosa comincia a cambiare.
Servizi come WeChat e WhatsApp spopolano (qui si parla di tassi di crescita a tre cifre!!) per non parlare della massiccia entrata in campo di Instagram e Pinterest, le comunità connesse iniziano a diversificare il tipo di consumo e vanno appunto oltre faccialibro.
Infatti la nuova tendenza è che accanto ai grandi player nascono e crescono una miriade di piccole piattaforme fruibili in mobilità che sfruttano la crescente geolocalizzazione e la necessità di legare gruppi e comunità sempre più verticali.
Ci sono molti casi di successo made in Italy, oltre al più che citato CityGlance, social app per chi utilizza i mezzi pubblici a Milano, vi invito ad approfondire la conoscenza di TrafficO2 creato da PUSH, un incubatore di Progetti d'Innovazione Sociale.
"Un’applicazione per smartphones che punta a ridurre il traffico e l’inquinamento coinvolgendo le comunità organizzate di cittadini, le imprese locali e gli sponsor, proponendo un accordo conveniente: premi in cambio di spostamenti sostenibili.
Una piattaforma dinamica che sovrappone alla città una rete virtuale per migliorare l’accessibilità urbana e la qualità di vita dei cittadini."
E la città è Palermo, proprio quella di Johnny Stecchino e della grande piaga del traffico e la sfida è di quelle belle, potenti, romantiche, perché cercano di diffondere una cultura della sostenibilità ambientale guidando lo sviluppo di smart communities.
Insomma l'esperienza di navigazione evolve, non è più focalizzata sul come stiamo, ma integra il dove, con chi, facendo cosa, e fatti la foto, e fai il checkin in questo luogo, magari come primo degli amici, punti, premi, badge ecc ecc.
Certo, secondo gli analisti, i piccoli non spaventeranno mai il/i giganti, il futuro non sarà la frammentazione, ma la concentrazione (e Google come al solito lo ha capito prima di tutti). Vedremo. Le rivoluzioni imprevedibili, sono proprio quelle del web.