mercoledì 5 marzo 2014

Auguri Web

Questo mese il web fa 25 anni, un ragazzino!
Tim Berners-Lee, l'inventore, cito da wikipedia, ha coniato il nome di World Wide Web (W.W.W), ha scritto il primo server per il World Wide Web, httpd, e il primo client (un browser e un editor), WorldWideWeb, nell'ottobre del 1990. Ha scritto inoltre la prima versione del linguaggio di formattazione di documenti con capacità di collegamenti ipertestuali conosciuto come HTML.
Lavorava al CERN il buon Tim, ma i suoi superiori (sempre loro) non credettero alle potenzialità del www, o, quanto meno, non vollero investire nella promozione di questa nuova idea. Risultato? Tim se ne andò al MIT, mica pizza e fichi, e fondò il World Wide Web Consortium (W3C), croce e delizia di ogni buon sviluppatore.
Avete mai visto il primo sito internet della storia? http://www.w3.org/History/19921103hypertext/hypertext/WWW/Technical.html

E insomma adesso che il web ha 25 anni e che quindi è cresciuto (oh se è cresciuto), che ha veicolato conoscenza, che è stato un grande acceleratore di sviluppo, che ha fatto nascere centinaia di nuovi mestieri, che ha creato il nerd, scherzandolo e mortificandolo, e poi lo ha fatto diventare il più pagato di tutti, insomma proprio adesso, lo vogliono imbrigliare, confinare, trasformare e snaturare.
Il web è così diventato una minaccia, tacciato di violenza, di portatore sano di ignoranza, e giù di web tax, di chiudiamo i social network, di limitiamo gli accessi a quella nazione piuttosto che a quell'altra.
Proprio di Tim il TIMES disse "He wove the World Wide Web and created a mass medium for the 21st century. The World Wide Web is Berners-Lee's alone. He designed it. He loosed it on the world. And he more than anyone else has fought to keep it open, nonproprietary and free."
Ecco, marca male caro Tim, marca male.

Intanto, caro web, davvero tanti auguri, che senza te chissà dove sarei e che mestiere farei.
Combatteremo questa battaglia per un web libero con ciò che, a mio parere, meglio lo rappresenta: l'ironia, la genialità, la condivisone ed il confronto, anche con quelli con cui mai nella vita ti saresti confrontato (e che comunque dopo due risposte tendi a cancellare dai tuoi followers, perchè il bello del web è soprattutto questo!!)

Consigli di lettura, l'intervista di Tim Berners-Lee su Wired 
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lunedì 10 febbraio 2014

Oltre FB

La supremazia di casa Zuckerberg è ancora indiscussa, ma finalmente qualcosa comincia a cambiare.
Servizi come WeChat e WhatsApp spopolano (qui si parla di tassi di crescita a tre cifre!!) per non parlare della massiccia entrata in campo di Instagram e Pinterest, le comunità connesse iniziano a diversificare il tipo di consumo e vanno appunto oltre faccialibro.
Infatti la nuova tendenza è che accanto ai grandi player nascono e crescono una miriade di piccole piattaforme fruibili in mobilità che sfruttano la crescente geolocalizzazione e la necessità di legare gruppi e comunità sempre più verticali.
Ci sono molti casi di successo made in Italy, oltre al più che citato CityGlance, social app per chi utilizza i mezzi pubblici a Milano, vi invito ad approfondire la conoscenza di TrafficO2 creato da PUSH, un incubatore di Progetti d'Innovazione Sociale.

"Un’applicazione per smartphones che punta a ridurre il traffico e l’inquinamento coinvolgendo le comunità organizzate di cittadini, le imprese locali e gli sponsor, proponendo un accordo conveniente: premi in cambio di spostamenti sostenibili.
Una piattaforma dinamica che sovrappone alla città una rete virtuale per migliorare l’accessibilità urbana e la qualità di vita dei cittadini."

E la città è Palermo, proprio quella di Johnny Stecchino e della grande piaga del traffico e la sfida è di quelle belle, potenti, romantiche, perché cercano di diffondere una cultura della sostenibilità ambientale guidando lo sviluppo di smart communities.

Insomma l'esperienza di navigazione evolve, non è più focalizzata sul come stiamo, ma integra il dove, con chi, facendo cosa, e fatti la foto, e fai il checkin in questo luogo, magari come primo degli amici, punti, premi, badge ecc ecc.

Certo, secondo gli analisti, i piccoli non spaventeranno mai il/i giganti, il futuro non sarà la frammentazione, ma la concentrazione (e Google come al solito lo ha capito prima di tutti). Vedremo. Le rivoluzioni imprevedibili, sono proprio quelle del web.